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lettera a Ferruccio

Lettere dal mondo

Lettera a Ferruccio Pisa 09-11-2002
L'esilio di Casanova ( un libro tutto e solo per te)

Scrivere come trecento anni fa,
provando a darci del Voi per avvicinarci alla nostra anima, ecco il libro che scriverò.
Sarà un libro lungo iniziato alla fine di un altro,così come continua la vita e le stagioni.
Saranno i pensieri più liberi e puri, bianchi cristalli trasparenti raccolti tra le nuvole,
forse, dopo non volerò più in cerca di salsedine e conchiglie,
poiché vero è questo Mare quando non sai cosa è.
Oltre la spiaggia tutto è distrutto,la città come dimenticata nella sua nullità,
risiede ferma nel vuoto.
Il Mare continua il suo canto e la distanza si annienta mentre la spiaggia consuma il mio passo,
oltre la baia il gabbiano sorvola il suo Mare e ne è figlio e discepolo,acqua e aria divenuta solida,
ci sono cose tanto grandi che non si possono dire.
Ci sono sogni che non riesco a raccontare.
Ovunque ci porteranno, ovunque ci rinchiuderanno,ovunque ci lasceranno vedere,
Noi per sempre vedremo il Mare, immenso e azzurro innanzi a noi.
Ovunque mi potrò affacciare, io per sempre vedrò il Mare e poi tanti colori.
Lontananze di Azzurro e la parte dedicata ai voli iniziano la migrazione
dalla Vostra focaccia col pomodoro, e dalla spiaggia di tanti anni fa,
dalle pozzanghere e da mia figlia che ci mette i piedi e mi sorride,
inizia o finisce in Francia tra le conchiglie della costa occidentale e le Maree,
nella schiuma dei nostri sogni comuni,
forse inizia dai rifiuti sulla spiaggia a marina di Vecchiano,al tempo in cui eri bambino,
forse scompare in un mondo che non ci sarà più,
forse una canzone di Tom Waits che sfiora corde troppo dolci per un solo cuore.
L'esilio di Casanova è il fiore di questi troppi colori,
è il Vostro fiore e molte cose che non so,
è il gabbiano che annulla le distanze, ed è tutto ciò che ho.
L'esilio di Casanova è per parlare come trecento anni fa…..
forse è uno spinello e due birre di troppo. .

Con amore e per mai dimenticare
Federico Parra


 
 
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