Lettera di benvenuto nel nulla - federicoparrapoiesis

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Lettera di benvenuto nel nulla

Lettere dal mondo


Aprire le porte


Aprendo le porte si incontrano cose.
Aprendo le terre si esce o si entra in altri luoghi e
i paesi incantati non hanno mai confini limitati.

Così quando si entra nel mio paese si incontrano cose.
Ci sono veramente gli spaghetti,la mafia e i giornalisti con il mandolino,
c'è davvero la monnezza per le vie della meravigliosa Napoli.
Ci sono veramente i predicatori Televisivi e i padroni degli ideali.

Ci sono i razzisti,omofobi,nazisti,i comunisti e i fascisti.
Ci sono troppi preti e infinite auto blu che passano a destra.
C'è veramente un signore vestito di bianco con scarpe sacre di Prada,
Una Star della crosta terrestre, che muove le giovani masse inermi
e unisce il cielo divino al suo  lungo cappello.

Quando si incontrano cose sconosciute si prova piacere o dolore,
in certi piccoli casi ci si eleva all'amore.
Io quando penso a Napoli piango,e quando penso a Milano anche,
piango se penso alla bella Palermo nel suo nobile abbandono.
Piango forte e devo chiedere PERDONO!!!!!

Spesso torno nei luoghi che ho amato,
per una donna,un amico o un mio passato.
Trovo tutto fermo,immobile e immutato.
Solo il mio giovane cuore se n'è andato.
Per le vie del mio paese ne sento ancora l'odore e
un sempre più labile... e lontano sentore.

Ma quando apro le porte del mio paese,
vorrei incontrare la mia gente,quella che mi somiglia,
vorrei incontrare la gente che mi sorride come una famiglia.
Gente che urla, che canta forte alla vita.
L'ospitalità del mio popolo,quella dell'umanità,
è rimasta ferma nel tempo.
Forse si è anche allontanata, dal caldo del focolare
e da una patata, cotta nella cenere.

Il pane e la cipolla,
la povertà della mia gente,
quale infinita dignità possedeva!
Il pane diviso con le mani sporche.
quale infinita umanità risiedeva,
in quel piccolo gesto immenso!

 
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