Lettera di soggiorno o di partenza: - federicoparrapoiesis

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Lettera di soggiorno o di partenza:

Lettere dal mondo

LA VERGOGNA DELLA MIA TERRA

La vergogna della mia terra è nelle parole dei suoi Presidenti,
nelle preghiere dei Papi incoscienti e nei bambini innocenti.
Nei sermoni  dei cardinali,
nella poesia e nell'arte gettata ai maiali.

La vergogna della mia terra è un paese ignoto al mio stesso paese,è un momento,
un attimo,una buca,un sussulto sul sellino della bicicletta di quando tutti fummo bambini.

La vergogna della mia terra è cosa lunga e inenarrabile,
come una storia che è lì,la sai e vorresti raccontarla.
Ma sai anche che è troppo lunga ed è troppo complicata,
neanche l'attenzione del gatto che cattura il passerotto basterebbe.
Sai che la poca voglia di raccontarla si annienterà prima del prologo!
E sai che non sapresti uscirne mai ,senza sembrare folle.

Ma tanto è grande e inenarrabile questa storia di vergogna
che, come una montagna, mi vien voglia di scalarla.
Tanto è ferma eterea ed inesistente che,
come un mare azzurro ,mi vien voglia di tuffarmi.
Tuffarmi dalle alte scogliere senza guardare,senza vedere.
O andare via in silenzio come se fosse un mio lento svanire,
e di tutte le cose che volevo per sempre ricordare.

La vergogna della mia terra,
è negli occhiali neri di Pasolini, nelle sue parole e nei suoi pensieri.
Nella colpa di chi dimenticò anche la giacca lunga di Totò.
nel dolce balbettare e nella semplice timidezza di Massimo Troisi.
La vergogna della mia terra è nella luce del Sud,
negli occhi di Peppino Impastato,nella metà del territorio dimenticato!
Nei volti e nelle parole dei forti,dei decisi e nei loro stupidi sorrisi.
Nei baci delicati di tutti gli acerbi amori,che nonsi possono raccontare,
nel nascondersi nelle macchine o al mare per farsi toccare.
La vergogna della mia terra è nei suoi colori.

Ecco sono sicuro!!! NEI COLORI!!!!!!!!!!!!!!!
LA VERGOGNA DELLA MIA TERRA è NEI COLORI!!!!!!!!!!!!!
La vergogna della mia terra è una cosa lunga e inenarrabile,senza sembrare folle.
Comincia prima delle mani di mio Nonno e prima delle cose che so,
comincia prima di me e di tutto il mio albero genealogico.
Comincia prima ma si nutre del domani con forti radici
lo succhia e dal passato lontano lo risucchia.
Impossibile non sembrarvi pazzo al dir queste cose.

LA VERGOGNA DELLA MIA TERRA è NEI COLORI!!!!!!!!
nel timido giallo dell'estate che ci è concessa,
nel poco blu di un mare che ci è dato,
nel quadrato di cielo sopra il nostro piccolo giardino.
Nell'arcobaleno che più divento vecchio e più sembra lontano.

La vergogna della mia terra è nel coraggio dei suoi figli,
che sembra svanito.
Nel coraggio dei giovani cuori
che sembra essere comprato,rubato o venduto.
Da balordi e presidenti,da poteri e insabbiamenti.

Cercando l'essenza delle cose potevamo impararne di nuove.
Per chi suona la campana?
Per noi,suona la campana.
Per tutti suona la campana.

Non è il giorno né le parole che ci possono unire,
ma la notte e il silenzio.
Non è il mese o l'anno né la settimana,
Non è la carriera e neanche nel denaro,
Non è nella loro sfera.

Si! è nei colori che ritrovo umanità.
Nei sapori che intravedo l'umiltà.
LA VERGOGNA DELLA MIA TERRA è nascosta NEI COLORI!!!!!!!!
nel timido giallo dell'estate che ci è concessa,
nel poco blu di un mare che ci è dato,
nel quadrato di cielo sopra il nostro piccolo giardino.
Nell'arcobaleno che più divento vecchio e più sembra lontano.

La vergogna della mia terra
è nei suoi nuovi professori.
Nel popolo che ascolta e
al contempo ignora.

Ora, che dire del mio cuore che vorrebbe partire!
Dire cose che nessuno vede e che non so?
Posso almeno come un bambino indicare?
Agli adulti distratti:
l'arcobaleno che
-Adesso è alto e lontano
come un ponte colorato sul Mare!

Federico Parra

 
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