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Speriamo almeno che inizi a nevicare

Lettere dal mondo

Gli uccelli nati in gabbia pensano che
volare sia una malattia.
A. Jodorowsky

Sono partito nel silenzio della mia assurda esistenza e non sono ancora arrivato.
Ho incontrato tutte le cose, le ho carezzate senza scalfirle e non ho capito niente.
Ho incontrato tante persone, ho condiviso tutto di me e non ho mai compreso la mia gente.
Non mi sono mai adattato alle loro regole, al loro forte senso del possesso in una vita di passaggio,
spesso non ho capito neanche il loro modo di intendere l'amore,
o la loro amicizia per farci compagnia, il pianeta astratto del sesso,
il vivere solo per lamentarsi, o lavorare per accumulare.
Ho sempre visto in ogni argomento un modo differente, ma ho parlato sempre con tutti.
A molti di loro ho voluto ugualmente tanto bene e non mi dispiace adesso.
Non ho mai giudicato,  semmai ho cercato di capire ,
ma ugualmente non ho mai condiviso la paura di sognare.
La continua e assurda ricerca di ogni sicurezza.
Il mio è un mondo piccolo, ed è fatto di nessuna certezza!

Il paesino del nord Europa dove sono arrivato è piccolo e desolato,
è sulla longitudine del autunno che porta al mio inverno.
La latitudine invece è quella nella mia mano, ed è sulla linea della mia vita.

Qui la pioggia sembra per sempre...
“ La tua anima è nera! Il tuo cuore è malato!”-
Mi ripetevo nella testa per non dimenticare, poi piangendo ripensavo a tutte le parole.
“Speriamo almeno che smetta di piovere e che inizi a nevicare!”

Il paesino del nord Europa dove sono arrivato è piccolo e desolato come la mia anima.
Ti ho abbracciato forte e toccandoti il volto mentre piangevi, mi sono allontanato,
sono partito, e non mi sono voltato, sono scomparso che neanche me ne sono accorto.

Ormai non mi potevo più vedere in una gabbia così!
Perdonami amore, ma la mia anima è nera da sempre e il mio cuore è molto malato.
Così il paesino del nord dove sono arrivato, è un mio crepuscolo che già avevo immaginato.
Perdonami amore, volevo soltanto restare da solo
a mangiarmi il cuore da dentro.

Ecco, Adesso iniziano i ricordi e non smetterà mai più di piovere!
Sono come raffiche di una mitraglia, le schegge di memoria che mi trafiggono il petto,
sono state sparate in un attimo dal vetro scoppiato della mia esistenza....
Schegge di vetro taglienti...Schizzi di pioggia sul viso...Ricordi...
Memorie e parole... Immagini nella mia mente.

Quella sera eri vestita di bianco, era una sera di tanti anni fa,
eravamo giovani e tu risplendevi nel sorriso di una luce tutta tua,
ricordo che si illuminava ogni cosa quando mi stavi accanto,
ricordo il profumo dei tuoi capelli e il vestito mosso dal vento.

Poi restavamo spesso la sera a fumare e a parlare della Luna.
Io ti raccontavo di come cambia tutte le cose,
della sua influenza sui raccolti, sulle vigne e sulle maree.
Tu mi raccontavi dell'Oceano e della Normandia,
mi dicevi di tuo padre che aveva per tanti mari navigato,
e di una figlia che volevi solo da me in un sogno già deciso anni prima,
un sogno con un nome e biondo come quella stessa Luna.

Era una sera di tanti anni fa e mentre ti baciavo,
iniziarono a comparire pian piano intorno a noi tutti questi sogni.
Apparvero nella nostra vita, come in una semplice magia,
forse quella delle colombe che volano via  dal cilindro,
apparvero pian piano tutte queste cose nel cielo sopra di noi.

La mia anima senza regole
prese per mano la tua curiosità e la tua voglia di libertà,
e iniziarono così mille viaggi e mille altri ritorni.
Continuavamo a baciarci e senza accorgercene a realizzare i nostri sogni segreti.
Poi restavamo spesso la sera a fumare e a parlare della Luna
e di come cambia tutte le cose.

Come nella chiusura di una fase lunare
divenne reale e iniziò a salire, la marea impetuosa della vita.
Divenne reale anche nostra figlia e tutto il futuro che abbiamo pensato per lei.
Continuavamo a baciarci e senza accorgercene a realizzare i nostri sogni.
Tu combattevi per i miei sogni affinché sapessi del tuo amore,
mentre io lottavo per i tuoi, perché tu sapessi del mio amore.
Volevo essere un fotografo e sei diventata la mia modella,
sono nato stupido poeta e sei divenuta le mie più importanti parole.

Amore mio, noi lo sapevamo! Sapevamo della Luna e delle Maree!
Sapevamo delle troppe strade del mondo, delle mie tante strade sbagliate,
e quale sarà quella giusta per noi?
Ormai ne ho sbagliate talmente tante,
Che mentre camminavo mi sono dovuto fermare, riprendere fiato,
e appoggiarmi ad un muro per non svenire di botto.
Mi sono dovuto fermare improvvisamente, e non guardare più tutte queste strade,
essere immobile, essere questo albero di fronte a me,
e guadare il cielo con lui tra i rami e le foglie.

Il volo libero degli uccelli mi commuove da sempre.
Perdonami amore, volevo soltanto restare da solo
a mangiarmi il cuore da dentro.

Ormai non mi potevo più guardare in una gabbia così!
Perdonami, ma ti avrei fatto più male se non fossi mai partito,
Se non ne avessi avuto il coraggio.
La mia anima colma di sogni e priva di regole non mi avrebbe mai perdonato e
mi avrebbe fatto picchiare il primo che picchiava un ragazzino, una donna,
il primo che dava un calcio ad un cane,  quello che buttava l'immondizia nel mare,
il primo che calpestava un fiore, che mi diceva che qui c'è suo e che non si può passare.
Il primo coglione che si approfittava del suo ruolo o della sua condizione,
quello che non ha il coltello per dividere con gli altri il suo enorme pane.

Amore mio, noi lo sapevamo! Sapevamo della Luna e delle Maree!
Sapevamo delle troppe strade del mondo
e anche delle mie tante strade sbagliate,
Ma quale sarà quella giusta per noi?

Il mio amico Alberto che è stato in India,
dice che la mia strada giusta sono tutte le mie strade sbagliate,
e mi augura di continuare...
Beh, io adesso gli credo!

Qui la pioggia sembra per sempre...

“ La tua anima è nera! Il tuo cuore è malato!”-
Mi ripetevo nella testa per non dimenticare,
e poi riprendevo lentamente a camminare.
“Speriamo almeno che smetta di piovere e che inizi a nevicare!”

Federico Parra
www.federicoparrapoiesis.com

 
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